S.o.S. Bambino speciale scuola

 

 

Sul tema  della scuola SOS Bambino è attivo da alcuni anni attraverso progetti ed iniziative volte a migliorare l’inserimento del bambino adottato straniero sia intervenendo direttamente sulla scuola ma anche sensibilizzando  ed operando in rete con le famiglie ed  i servizi sociali.

 

Tra le diverse iniziative segnaliamo:

 

PROGETTO ADOZIONE  E  SCUOLA

 

Percorso di formazione per insegnanti

ed educatori in tema di adozione

 

 

L’idea  nata nel 2001 di attivare un percorso formativo indirizzato solo ai formatori ed educatori sul tema del minore straniero adottato è nata dalla sollecitazione dei genitori adottivi e di insegnanti che sono venuti a contatto con le problematiche relative alla integrazione e inserimento del bambino adottato.Anche una nostra valutazione interna metteva in evidenza come elemento costante difficoltà scolastiche dei bambini adottati. 

 

L’obiettivo generale del progetto,  consisteva nel trasmettere a insegnanti ed educatori, conoscenze e informazioni relative alla realtà del minore straniero adottato, delle specifiche dinamiche e relazioni che possono instaurarsi con i membri del gruppo classe, con particolare attenzione al tema della “diversità”.

Scopo fondamentale del percorso di formazione e aggiornamento è stato di fornire strumenti operativi di dettatura e decodifica delle dinamiche relazionali e comunicative che utilizzano i  minori che costituiscono il gruppo classe, per prevenire e/o individuare situazioni potenzialmente a rischio di non accettazione del minore adottato e del suo personale vissuto emotivo, sociale e culturale.

Il tutto in relazione alle seguenti problematiche:

 

·        Aumentare e diffondere tra gli operatori della scuola aspetti/problematiche relativi alla cultura dell’adozione

·        Difficoltà a superare concetti e approcci comportamentali stereotipati relativi alla cultura dell’adozione e alle diversità/differenze fisiche e culturali. Le difficoltà permangono sia a livello di informazione/comunicazione esterna sia a livello culturale individuale degli operatori scolastici.

·        Come integrare il “diverso” senza passare attraverso la cultura della “diversità”? Occorre integrare e valorizzare la cultura delle differenze in un’ottica globale.

·        Quali contenuti e soluzioni didattico-organizzative si possono declinare nelle programmazioni di classe dei diversi ordini e gradi di scuola?

·        Come progettare/organizzare servizi di accoglienza e di inserimento linguistico, cognitivo, emotivo?

·        Come supportare la programmazione didattica dei docenti o costruire “moduli” ad hoc (nuovi contenuti storico-sociali, di costume, di comportamento, di alimentazione ecc.)?

·        Necessità di identificare ed interpretare problemi di disagio e in generale i fabbisogni degli allievi per personalizzarne i processi di insegnamento/apprendimento.

 

·        Approfondire problematiche cognitivo/affettive e diffonderne la conoscenza tra gli insegnanti in modo trasversale.Potenziare il raccordo e l’integrazione tra azioni e competenze di ruolo di soggetti istituzionali pubblici e privati (Scuola, ASL, Associazioni, Enti Locali ecc.).

 

 

 

 

COLLABORAZIONI

 

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione:

 

 

·        del Centro Territoriale Servizi Scolastici   e del Centro Servizi Amministrativi  di Vicenza per calibrare gli interventi di formazione secondo le realtà scolastiche presenti sul territorio provinciale;

 

·        dell’azienda Sanitaria Locale n.6 di Vicenza, facendo particolare riferimenti agli operatori delle èquipe  che già operano in materia di adozione ed educazione;

·        delle scuole locali coinvolte per la programmazione di dettaglio e la definizione degli obiettivi specifici e degli interventi.

 

·        della Fondazione CUOA di Altavilla Vicentina per attività di coordinamento e supporto nei rapporti con esperti e formatori

 

·        dell’Istituto degli Innocenti di Firenze per la supervisione delle attività di programmazione

 

 

 

Sono inoltre state coinvolte due associazioni di volontariato che operano sul territorio con le quali l’Ente S.O.S. Bambino intrattiene già rapporti di cooperazione nell’ambito della promozione e tutela dell’infanzia.

I Servizi progettati sono stati realizzati con il contributo del Centro Servizi Volontariato di Vicenza che ci ha sempre sostenuti ed ha  avuto sensibilità e fiducia nei nostro progetto.

 

 

DESTINATARI

 

I destinatari del progetto sono  stati insegnanti ed educatori delle Scuole per l’Infanzia, Elementari e Medie Inferiori sia pubbliche che private presenti nella Provincia di Vicenza.

Il progetto si è articolato in due moduli formativi in aula aperti alla partecipazione di 25 - 30 partecipanti a edizione per complessive 14 ore, entrambi preceduti da un Seminario di sensibilizzazione e presentazione dell’iniziativa (4 h.) aperto a tutti. Il tutto si è svolto nell’anno scolastico 2002-2003 e precisamente nel periodo compreso fra Maggio 2002 e Ottobre 2003.

Ad ogni corso hanno partecipato docenti dei diversi ordini di scuola per favorire azioni di comunicazione e di continuità. 

 

 

 

SEMINARIO DI APERTURA

 

Il seminario di apertura si è svolto giovedì 22 maggio 2003.

L’obiettivo del seminario è stato quello di promuovere una prospettiva multiculturale e la cultura dell’inclusione come fattore di sviluppo culturale locale nonché di promuovere la partecipazione al progetto.

 

 

MODULI FORMATIVI

 

Il primo modulo formativo in aula ha visto il contributo di esperti docenti nel tema dell’adozione quali: la dr.ssa Jolanda Galli, psicologa e psicoterapeuta,  il dr. Francesco Viero ed il dr. Andrea Caffarelli neuropsichiatri infantili e psicoterapeuti.

Il numero dei partecipanti è stato superiore alle aspettative. Hannno infatti aderito ben 42 insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado. Ciò denota come tali tematiche abbiano suscitato notevole interesse nei destinatari dell’iniziativa.

Ad ogni partecipante è stata poi fornita una copia del materiale didattico utilizzato nel corso delle lezioni (dispense a cura del docente, case history, ecc.) ed una bibliografia per ulteriori approfondimenti della materia.

Il monitoraggio delle attività è stato realizzato da un coordinatore che ha verificato in itinere la qualità degli interventi e l’efficacia delle modalità adottate. E’ stata prevista la valutazione del gradimento dei partecipanti per quanto attiene la docenza, l’organizzazione del corso ed il materiale didattico fornito. Tale valutazione è stata realizzata attraverso la somministrazione di un questionario, secondo quanto indicato dalle procedure del Sistema Qualità adottato dal CUOA. La Fondazione CUOA è inclusa nell’elenco definitivo degli enti accreditati presso il MIUR.

Il secondo modulo formativo si è tenuto il 06.10 2003 dove i docenti hanno restituito valutazioni relative alle attività realizzate e prospettive di sviluppo dell’iniziativa e azioni di miglioramento. Sono anche state verificate le prime azioni applicate “sul campo” che gli insegnanti dall’inizio del percorso formativo ad ora hanno potuto attuare nella pratica quotidiana.

 

 

 

ARTICOLAZIONE DELPROGETTO E CONTENUTI

 

 

MODULO 1

12 h. (1,5 g.)

Adozione e scuola: l’integrazione possibile

 
Rettangolo arrotondato: DURATA COMPLESSIVA
Aula – ricerca – azione

18 ore
Ovale: Seminario
Presentazione progetto
( 4 h.)

MODULO 2

( 2 h.)

Chiusura del percorso

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Contenuti delle attività:

 

Seminario di sensibilizzazione e presentazione del progetto (4 ore)

 

Data: giovedì 22 maggio 2003

Sede: Aula Magna, Istituto Comprensivo 9 Via Bellini, 106 - Vicenza

Orario: 15.00 – 19.00

 

Obiettivi:

·        Promuovere una prospettiva multiculturale e la cultura dell’inclusione come fattore di sviluppo culturale locale

·        Promuovere la partecipazione al progetto

 

Contenuti:

·        Presentazione S.O.S. Bambino I.A. O.n.l.u.s.

·        Interventi di associazioni ed enti coinvolti (S.O.S. Bambino, Associazioni, CSA di Vicenza)

·        Il percorso adottivo: procedure, problematiche e prospettive

·        Adozione, stereotipi e media

·        Presentazione del progetto

 

Docenti:

Dr.ssa Carmela Cavallo   Presidente Commissione Adozioni Internazionali 

Dr.Enrico Hullwek– Sindaco di Vicenza

Dr.ssa Loreta Egles Bozzo – Presidente S.O.S. Bambino I.A. O.n.l.u.s.

Dr. Venturella – CSA Vicenza

Dr.ssa Anna Maria Barbiero – Consulente S.O.S. Bambino I.A. O.n.l.u.s.

Dr. Germano Parlato, Referente provinciale – Consultorio Familiare del Distretto “Vicenza/2”

Dr.ssa Raffaela Pregliasco, Responsabile Area Adozioni Istituto degli Innocenti - Firenze

Dr. Paglialunga Maurizio - Presidente Ordine dei Giornalisti – Veneto

 

Testimonianze Associazioni Genitori

Dr.ssa Tonina Balbo – Consulente Fondazione Cuoa

 

 

 Modulo 1                                 E ora vado a scuola…..

L’inserimento e il percorso scolastico  del bambino straniero adottato: l’integrazione possibile

 

 

 

Durata: 12 ore (1 incontro di 8 h. e 1 incontro di 4)

Date: I^ edizione: 4 – 5 settembre 2003 ; II^ edizione: 9 e 10 settembre 2003

Sede:  Aula corsi SOS Bambino Via Monteverdi n. 2/a - Vicenza

Orario: 9.00 – 13.00 e 14.00 – 18.00

Orario:  14.00 –18.00

 

 

Obiettivi:

·        Favorire la lettura e l’interpretazione di forme di disagio “adottivo” e in generale i fabbisogni degli allievi per personalizzarne i processi di insegnamento/apprendimento.

·        Approfondire problematiche cognitivo/affettive e diffonderne la conoscenza tra gli insegnanti in modo trasversale.

·        Potenziare la progettazione/organizzazione servizi di accoglienza/ inserimento/apprendimento personalizzati.

·        Orientare la progettazione di contenuti e soluzioni didattico-organizzative innovative e attente a prospettive multiculturali.

·        Favorire la costruzione di “moduli didattici” ad hoc (nuovi contenuti storico-sociali, di costume, di comportamento, di alimentazione…) in risposta a specifici fabbisogni.

 

 

Contenuti:

1^ giornata: Problemi emotivi, relazionali e cognitivi nei casi di adozione

·        Psicologia del bambino e dell’adolescente adottato

·        Il gruppo classe e le “diversità”: prevenzione al razzismo e cultura dell’accoglienza

·        Analisi delle variabili relative all’ambiente familiare, sociale, psicologico, di contesto scolastico, e al raccordo con soggetti/azioni esterne

·        Testimonianze di ragazzi/adulti adottati

·        Dibattito

 

 

2^ mezza giornata: Cooperative learning e personalizzazione degli apprendimenti

·        La personalizzazione dell’apprendimento/insegnamento

·        L’apprendimento cooperativo

·        Proposte didattiche ed organizzative “innovative” dal punto di vista metodologico e contenutistico

·        Analisi di caso/testimonianze

·        Sottogruppi di lavoro per ordini di scuola e/o per tematiche prioritarie

 

 

Docenti:

Dr.ssa Jolanda Galli

Dr. Caffarelli

 

Dr. Francesco Viero

 

 

 
Modulo 2 – Chiusura del percorso

 

 

 

Durata: 2 ore

Data: 6 ottobre 2003

Sede: Aula corsi SOS Bambino Via Monteverdi n. 2/a - Vicenza

Orario: 15.00 – 17.00

 

Obiettivi:

·        Restituire valutazioni relative alle attività realizzate

·        Fornire informazioni utili al raccordo dei servizi e alle relazioni con soggetti ed enti di riferimento del territorio

·        Prospettive di sviluppo dell’iniziativa e azioni di miglioramento.

 

Docenti:

Dr.ssa Anna Maria Barbiero

Dr. Alessandro Penzavalli

 

 

 

 

METODOLOGIE DIDATTICHE

 

 

 

L’approccio metodologico del percorso, nella prospettiva di una soluzione dei problemi che i partecipanti dovranno esercitare nel loro ambito di lavoro, è fondato su un programma di Action Learning che ha l’obiettivo di far confrontare i partecipanti con problemi e compiti reali legati al loro contesto di lavoro. Tale metodo mette in stretta relazione i presupposti teorici e le applicazioni pratiche, consente una forte partecipazione attiva e propositiva dei partecipanti. Si farà ricorso a metodologie differenziate e in particolare a:

·        interventi teorici

·        ricerca-azione individuale e di gruppo per tema o livello di intervento

·        presentazione/discussione di casi, simulazione di situazioni reali

·        utilizzazione esperienze dei partecipanti – autocasi

·        confronto - testimonianze di buone prassi e/o esperienze già realizzate

 

 

 

 

 

PROGETTO

DALLA MULTICULTURALITA’ ALL’INTERCULTURA

 

Nasce come idea nel 2004 dal successo di partecipazione del progetto precedente e dalla stessa richiesta di alcuni insegnanti di continuare  nella formazione. Il progetto p….

 

                                                                                             

OBIETTIVI  

 

Il progetto nella sezione dedicata agli obiettivi generali presentava l’idea di come ciò che è sconosciuto possa creare timori e intolleranza. Si  è progettato di partire dagli alunni per  favorire una cultura del rispetto delle differenze e delle diversità per arrivare alla tolleranza reciproca e all’utilizzo di ciò che è diverso da noi come risorsa.

Ci siamo quindi posti i seguenti obiettivi specifici per facilitare il lavoro e la realizzazione per tappe delle varie attività:

 

avvicinare il mondo della scuola e quello delle adozioni internazionali per poter meglio comprendere come la scuola sia diventata una scuola “di diversi colori”, espressione di una società  multietnica nella quale si rende necessario un processo di conoscenza reciproca.

cercare di fornire agli insegnanti, ai bambini e alle famiglie uno strumento concreto per poter conoscere e poter presentare la realtà del minore straniero adottato, le specifiche dinamiche relazioni che possono instaurarsi con i membri del gruppo classe, con particolare attenzione al tema della “diversità” e dell’ ”apprendimento”.

Sensibilizzare gli insegnanti  sulla “relazione esistente tra problemi di apprendimento e situazione adottiva” in un’ottica di prevenzione e informazione.

 

 

 

ESPERTI COINVOLTI PER LA QUALIFICAZIONE DEL PROGETTO

 

Per la realizzazione  delle diverse attività descritte nel progetto sono stati  coinvolti  esperti del settore come il progetto stesso prevedeva:

insegnanti delle scuole elementari che conoscono bene li tema dell’integrazione scolastica del bambino adottato, psicologi ed educatori esperti del settore, genitori adottivi, 

prof. Cesare Cornoldi, ordinario di Psicopatologia dell’Apprendimento e considerato in Italia uno dei maggiori esperti in tema di disturbi dell’apprendimento,

dott.ssa Adriana Molin, impegnata nella pratica clinica e nel campo della ricerca scientifica presso l’Università di Padova,

Dott.ssa  Federica Zanardo  che ha già operato in diversi progetti sul tema della multiculturalità sia con la nostra associazione che con altri organismi internazionali,

Dott.ssa Chiara Cazzola  con esperienza in  progetti con bambini stranieri,

Avvocato Cristiana Valandro uno dei maggiori esperti  nel tema dell’adozione internazionale nel Veneto,

Dr.ssa Antonella Cardone   esperta nazionale di progettazione  e conduzione di progetti sul tema della cooperazione e dell’adozione internazionale,

Dr.ssa Adami Daniela giornalista e grafica pubblicitaria con esperienza nel settore dell’adozione internazionale,

Dr.ssa Anna Maria Barbiero, psicologa  con esperienza pluriennale nel settore dell’adozione internazionale e  particolare esperienza nel campo del disagio scolastico del minore adottato,

Dr. Alessandro Penzavalli, psicologo, con esperienza pluriennale nel settore dell’adozione internazionale e particolare  esperienza nel periodo di inserimento del minore adottato nella nuova famiglia.

Dr.ssa Natalia Ivanova mediatrice culturale ed esperta di  cultura e integrazione dei minori provenienti dai  Paesi dell’est.

 

 

DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’ SVOLTE

 

E’ stata realizzata attività di sensibilizzazione presso  le scuole  elementari e medie  della provincia coinvolgendo tutti i direttori didattici attraverso invio informatico del materiale predisposto, invio di altro materiale via posta e anche attraverso il contatto personale

Si è stampato un numero della rivista di SOS Bambino ad hoc sul tema della scuola, affrontando con i corrispondenti di alcuni paesi stranieri, tramite intervista o invio di materiale, il tema del percorso scolastico nei singoli paesi stranieri di provenienza dei minori adottati nel nostro territorio.La conoscenza di alcune realtà, quali svolgimento delle lezioni, programmi didattici, attrezzature disponibili, età scolare, modalità di insegnamento e di  valutazione ecc bagaglio con cui i minori arrivano in Italia e quindi nel mondo scolastico provinciale, è un elemento fondamentale per  comprendere alcune modalità critiche messe in atto dai bambini e  con cui gli insegnanti si trovano a dover fare i conti. La pubblicazione stampata in 3500 copie è stata distribuita oltre che tra i soci e volontari anche nelle scuole,

nei servizi provinciali  delle èquipe adozioni della ULSS n. 6 di Vicenza, nei  circoli ricreativi e nei singoli contatti del pubblico con la sede e le attività dell’associazione.

Per il coinvolgimento dei bambini e ragazzi si è giunti alla creazione di una favola per bambini intitolata “La vera storia di Manuel e Pavel”. Come sappiamo, e come lo stesso Celi cita: “La favola rimane uno degli strumenti più efficaci per trasmettere al bambino contenuti come i valori, la morale, l’educazione”.

Vi è stata una fase intermedia, la cui esigenza  è nata dopo la progettazione del lavoro, in cui la favola in erba è stata pubblicata nel sito di SOS Bambino dedicando uno spazio WEB  ed in cui gli insegnanti, genitori ed educatori potevano inviare consigli, pareri ed utili suggerimenti affinché lo strumento fosse condiviso da tutti gli utilizzatori

La favola è stata stampata  e distribuita  in tutte le scuole elementari e medie del vicentino,    

     alcuni dei membri dell’equipe del progetto si sono poi messi a disposizione delle varie  

     scuole, tramite comunicazione con i  direttori didattici di tutti i comprensori, per poter

     presentare la storia ai bambini attraverso alcuni giochi di ruolo e tecniche proprie della

     mediazione culturale.

Le risposte arrivate dai genitori ci hanno sollecitato a studiare, anche se non previsto nel progetto, il fenomeno della difficoltà di    apprendimento del minore adottato a scuola, attraverso un questionario di rilevazione del     problema. Attività ancora in corso e che portà godere della collaborazione  dell’Università di     Padova mostratasi molto interessata al tema

-   Il mediatore culturale ha permesso non solo il coinvolgimento dei bambini e degli stessi   

     insegnanti al progetto, ma ha contribuito anche a mettere in dialogo le diverse figure 

     coinvolte nella sua realizzazione,  al fine di potenziare, unificandoli, gli sforzi comuni per la  

     realizzazione di un lavoro  volto all’integrazione sin dalle sue origini.

Il 26 settembre 2004  è’ stata realizzata una giornata di sensibilizzazione  presso la località Lago di Fimon nello scenario   dei Colli Berici  in cui erano presenti più di  200 bambini con le loro famiglie. Ai bambini sono stati distribuiti colori, cartoncini, figurine, giochi didattici con cui hanno potuto esprimere il loro punto di vista. Era presente un gruppo di animazione che ha fatto divertire i bambini proponendo canti e giochi  caratteristici di culture diverse. La proposta è stata ben accolta sia dai bambini che dai genitori e anche dai numerosi insegnanti presenti. Nell’occasione è stata allestita una esposizione dei progetti di aiuto promossi dall’associazione in favore dei bambini in difficoltà di altri paesi al fine di sensibilizzare sulla realtà formativa di altre culture. Alla fine c’è stato un momento conviviale che ha unito grandi e piccini.

La supervisione del progetto ha avuto il contributo del Prof. Cornoldi e della dr.ssa Molin

 

Per valutare la qualità del progetto sono state prese in considerazione le seguenti variabili:

 

Valenza territoriale

Innovatività

Collaborazione con altre strutture del territorio

Emergenza

Coinvolgimento dei volontari

Tempistica

 

Sono stati individuati dei gruppi campione composti da dieci soggetti ciascuno:

 

1 gruppo: Dieci psicologi

2 gruppo: Dieci educatori

3 gruppo: Dieci insegnanti

4 gruppo: Dieci bambini (dai 9 ai 12 anni)

 

A ciascun soggetto è stato somministrato un questionario di valutazione del progetto composto da 6 item indagatori delle variabili sovracitate. A ciascun soggetto veniva chiesto di esprimere il proprio giudizio sull’item in questione con una scala di valutazione “tipo likert” da 0 a 5 (es. Crede che questo progetto sia innovativo?)

Poiché questo progetto ha come interlocutori principali sicuramente i bambini, si è ritenuto opportuno, e “innovativo”, poter avere anche una valutazione da parte di questi ultimi (ovviamente gli item del questionario somministrato ai bambini sono stati semplificati).

            Valenza      Innovatività           Coll. .      Emergenza         Coinvolg.     Tempistica

           Territoriale                          altre strutture                            volontari

 

 

Come si può notare dal grafico riportato qui sopra il progetto è stato considerato da parte di tutti i gruppi capace innovativo con  un forte coinvolgimento dei volontari. Anche la valutazione della risposta ad una “emergenza” territoriale concreta, è stata evidenziata soprattutto da parte di insegnanti e psicologi.

Realizzato secondo le tempistiche previste è stato però considerato dagli insegnanti collocato temporalmente in un periodo “poco fortunato”, dove gli impegni scolastici non hanno consentito forse una diffusione capillare nel territorio e la completa disponibilità degli insegnanti stessi.

E’ stato considerato dai bambini un progetto “innovativo” e rispettoso comunque nei tempi di realizzazione. Se è vero che la percezione del tempo da parte dei bambini può essere inficiato da altre variabili intervenienti (es. poter saltare alcune ore di lezione frontale per affrontare un compito nuovo…) è anche vero che ai bambini sembra essere stato recepito come un’attività comunque interessante e nuova.

 

 

DIFFICOLTA’ INCONTRATE E PROGRAMMI FUTURI

 

Una delle difficoltà incontrate nello sviluppo del progetto è stato il coinvolgere il mondo della scuola che è in ogni periodo dell’anno molto denso di attività, a questo si sono aggiunte le innovazioni della riforma Moratti tuttora in fase di applicazione. Forse se il progetto avesse potuto svolgersi  in un tempo più lungo, esempio due anni, si  avrebbe potuto  fare i singoli interventi con più calma e meticolosità.

Con grande forza è emersa la necessità di aumentare le conoscenze in merito al miglioramento dell’inserimento scolastico del bambino adottato a scuola. In particolare tramite l’incontro con gli insegnanti e i genitori di bambini adottati è stata presentata all’equipe di lavoro la necessità di conoscere di più lo stato della ricerca scientifica sul tema in questione e di poter avere alcune indicazioni utili sia semplicemente a livello informativo sia a livello di possibili applicazioni pratiche.

Purtroppo lo stato della ricerca in tema di relazione tra disturbo dell’apprendimento e situazione adottiva richiede ancora molto lavoro, proprio per questo sarebbe opportuno poter dare ad insegnanti e famiglie quantomeno un’analisi della situazione basata su dati oggettivi e rilevati con professionalità e scientificità. Con l’aiuto dell’Università di Padova si pensa di poter  continuare il lavoro fin qui fatto  per cercare di testare in maniera scientifica  lo stato del bisogno. Sarebbe utile riuscire ad arrivare alla stesura di strumenti specifici spendibili da insegnanti ed educatori per lo svolgimento di unità di didattiche ad hoc.

 

 

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S.O.S. Bambino si è occupata recentemente del rapporto tra adozione e scuola con un lavoro intitolato “La storia di Manuel e Pavel” a cui potete accedere ciccando su questo link  La storia di Manuel e Pavel